L’ossigeno iperbarico è stato suggerito nel trattamento delle paralisi cerebrali infantili e di alcune forme di autismo. In letteratura si trovano pareri discordanti e non si è raggiunta quell’unanimità di vedute che potesse rendere l’OTI applicabile in modo ufficiale e riconosciuto dalla sanità pubblica. Questa relativa carenza è riferita all’impossibilità di stabilire un legame certo tra il miglioramento che si ottiene con l’ossigeno iperbarico e la patologia stessa.

Questo dato estremamente chiaro nella letteratura contrasta però con l’esperienza dei genitori di questi sfortunati bambini che una volta finito un ciclo di ossigeno terapia iperbarica, solitamente di 10 trattamenti ad una profondità dai 5 ai 7 metri, sono particolarmente contenti e chiedono di ripeterla. I principali benefici sono la diminuzione delle stereotipie, la minore contrattura e rigidità muscolare e in alcuni casi una maggiore partecipazione ambientale, quindi un migliore controllo della presenza del bambino.

È chiaro che non si fanno miracoli quando il danno cerebrale è presente fin dalla nascita o si è inserito in momenti molto indietro nel tempo, ma per ciò che riguarda la qualità della vita di molti di questi bambini e delle loro famiglie anche piccoli risultati danno un segnale di speranza e un entusiasmo che portano a fare con piacere questo tipo di applicazione.

Condividi questo articolo sui social
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
alberto_fiorito

Written by

Direttore del Centro di Medicina Iperbarica e Subacquea di Massa (MS).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *